GELA (Caltanissetta) - Mentre prendeva tranquillamente il sole sulla spiaggia di Gela ha visto dei bagnanti in difficoltà.
Braccia alzate al cielo e disperate richieste d' aiuto di una diciottenne ma anche di due ragazzini più piccoli. Momenti concitati in cui tutti si mettono le mani ai capelli ma nessuno si decide a sfidare il mare increspato da un corrente impercettibile ma insidiosissima.
Alla fine Roberto Granvillano, 36 anni, autista della Galbani, è l' unico a tuffarsi. Una bracciata dopo l' altra riesce a raggiungere i tre ragazzi in difficoltà e non si risparmia nel prestare aiuto. Sicuramente mette in salvo la diciottenne trascinandola sino ad un tratto di mare in cui il fondale è più basso, poi con l' aiuto di altri bagnanti presta soccorso anche agli altri due ragazzini.
Ma mentre la folla si accalca sul bagnasciuga attorno ai giovani ancora terrorizzati per il pericolo scampato lui resta dietro, si piega in due e scompare in acqua. Perde i sensi e quando riescono a portarlo a riva non c' è più nulla da fare.
Un autentico gesto di eroismo quello che ieri, su una spiaggia libera di Gela accanto al club nautico, ha visto come protagonista un tranquillo trentaseienne che con la moglie ed il figlio di otto anni si stava godendo la sua domenica al mare.
La tragedia si è consumata alle 15 ed ora la magistratura vuole aprire un' inchiesta per accertare le cause del decesso. I medici di Gela sostengono che la morte è avvenuta per annegamento ma non è escluso che questo sia stato preceduto da un malore dovuto all' affaticamento oppure al fatto che l' uomo aveva appena finito di mangiare.
Straziante il racconto della moglie di Roberto Granvillano che ha assistito, impotente, a tutte le fasi della tragedia. Anche lei ha confermato la dinamica dei fatti che è ancora incerta per quanto riguarda il numero e l' identità delle persone in difficoltà. «E dire che io non volevo assolutamente venire a mare, avrei preferito restare a casa - ha raccontato in lacrime la donna - è stato lui ad insistere. E' stato lui stesso a preparare il sacco con la colazione ed ha insistito così tanto che non ho potuto dirgli di no». Il sindaco ha annunciato che chiederà la medaglia d' oro al valor civile: «Non dimenticheremo il suo sacrificio».
Quella di Gela non è l' unica tragedia che ha funestato la prima domenica di luglio con spiagge superaffollate: in tutto ci sono state nove vittime. Sul litorale di Bari un bambino di otto anni è annegato mentre faceva il bagno nella zona del cosiddetto «Canalone».
Il piccolo è sfuggito al controllo dei genitori ed entrato in acqua, annegando in pochi minuti. E un altro ragazzo di 15 anni è morto al largo della spiaggia d Santa Severa, nella zona di Civitavecchia. Il giovane era con un amico su un pattino che ad un tratto si è ribaltato. Nel Casertano sono annegati due immigrati ucraini e un altro extracomunitario è morto dopo un tuffo nel fiume Reno. Alfio Sciacca
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